Musica e fisiologia

19 marzo 2012

allenamento con la musicaStrano binomio.

Eppure c’è una forte relazione tra le due.

Quante volte vi siete chiesti perché, se vi piace la musica, usata durante una seduta di allenamento, sopportate meglio la fatica? E vi passa prima?

Per comprendere cosa lega musica alla fisiologia mi appello ad uno dei principi fondamentali dell’allenamento: l’intensità.

In un corso a base musicale, come possono esserlo aerobica, step, tonificazione, spinning, walking… la musica diverte ed entusiasma l’allievo ed è la direttrice dell’orchestra degli esercizi.

La velocità musicale scelta condiziona la velocità di esecuzione dei movimenti e la loro progressione didattica.

E nel nostro corpo cosa succede?

L’intensità dell’allenamento ed il grado di implicazione neuromotoria per eseguire gli esercizi sono fortemente modificate dal ritmo.

Allora si potrebbe sostituire la musica con un semplice spartitore di ritmi?

Ovvia la risposta, capiamo il perché.

Diversi studi hanno riscontrato lo stesso risultato: l’emozione che la musica suggerisce incrementa il lavoro cardiaco di 5 battute per minuto.

E non c’è bisogno di far fatica!

Cercherò di farvi entrare nell’argomento senza usare troppi tecnicismi.

Le principali caratteristiche di un brano musicale sono: ritmo, dinamicità, estensione melodica, struttura armonica.

Ognuna di queste caratteristiche influenza in maniera peculiare e specifica una quantità enorme di processi corporei in stato di riposo.

Figuriamoci cosa succede se siamo “stressati” da un allenamento!

La ricerca scientifica ha convalidato l’importanza della musica nei seguenti elementi fisiologici umani:

  1. Battito cardiaco. La frequenza cardiaca aumenta (fino a 5 battiti) se si ascoltano musiche gioiose e veloci, diminuisce nel caso di brani tristi o lenti.
  2. Metabolismo. Viene accelerato o rallentato.
  3. Frequenza respiratoria. Viene accelerata o rallentata.
  4. Pressione sanguigna. S’abbassa o, meglio, si regolarizza.
  5. Fatica fisica e stress. Vengono ridotte e ritardate.
  6. Stimoli sensoriali. Ne viene abbassata la soglia.
  7. Immaginazione. Viene ridotta o incrementata.
  8. Attività gastrica. Aumenta con melodie calme e diminuisce con quelle un po’ più nervose.

I due emisferi della corteccia cerebrale

Un aspetto curioso, di cui non si ha certezza scientifica, è quello relativo all’attivazione dei due emisferi della corteccia celebrale, quello destro (cui si attribuisce l’elemento fantastico) e quello sinistro (cui si attribuisce l’elemento logico).

L’orientamento del pensiero scientifico attribuisce alla musica l’attivazione delle funzioni di entrambi, in sincrona alternanza dell’utilizzo dei processi cognitivi e intuitivi.

Durante l’ascolto sono implicati i processi cognitivi.

I processi intuitivi entrano in gioco quando ci si abbandona ai suoni e si attiva il registro delle sensazioni e delle emozioni.

Categorie: Fitness
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