I rischi della sedentarietà

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Quali sono i principali rischi della sedentarietà?

Quante volte avrete sentito dire che la sedentarietà è uno dei mali della nostra società? Tantissime, probabilmente. Avete mai pensato a quante ore trascorrete di fronte al computer, a lavoro, alla tv o seduti in treno, in auto o in metro? La risposta è: troppe. Sempre troppe. Certo, in alcuni casi non è possibile farne a meno, ma migliorare questa condizione si può.

Se ne parla anche sul portale del Ministero della Salute: in alcuni paesi, i livelli di inattività possono arrivare fino al 70%, a causa del cambiamento dei modelli di trasporto, dell’aumento dell’uso della tecnologia e dell’urbanizzazione.

La vita sedentaria, oltre a farci ingrassare, causa danni a cuore e cervello, ma non solo.

Vita sedentaria: perché

Molti di noi sono costretti a trascorrere tante ore di fronte al computer, e poi una volta usciti dall’ufficio, causa stanchezza mentale, non abbiamo alcuna voglia di fare sport o attività fisica. Questo ci relega ad una vita sedentaria.

Purtroppo si tratta di una condizione grave, che comporta rischi altrettanto gravi per la nostra salute. La mancanza di movimento porta i muscoli a ridursi e indebolirsi.

Uno dei dati più preoccupanti riguarda i bambini: infatti oltre due terzi dei più piccoli non svolgono attività fisica adeguata. Pensate solo che bambini e adolescenti dovrebbero svolgere, ogni giorno, almeno un’ora di attività fisica di intensità medio-elevata.

Il problema legato alla vita sedentaria è che il tempo che trascorriamo seduti ci porta a muoverci ancora meno. Se ci siamo abituati ad una vita sedentaria, ogni volta che proveremo a fare dell’attività fisica, quantomeno le prime volte, tenderemo a stancarci molto e subito.

Come rilevato dall’Organizzazione Mondiale della Sanitàuno stile di vita sedentario aumenta le cause di mortalità, raddoppia il rischio di insorgenza di malattie cardiovascolari e diabete, favorisce sovrappeso e obesità, e aumenta il rischio di tumore al colon, pressione alta, osteoporosi, disturbi del metabolismo, depressione e ansia“.

Il nostro corpo si è evoluto per millenni in un mondo privo di automatismi tecnici e meccanici dovuti alle grandi innovazioni tecnologiche, dunque non è costruito per stare fermo.

I rischi

Una vita sedentaria aumenta, di moltissimo, il rischio di incorrere in malattie cardiovascolari e obesità, per non parlare del diabete.

Il diabete di tipo 2, in particolare, è una patologia molto diffusa che risulta grandemente gestibile attraverso l’attività fisica adattata e la corretta alimentazione. L’attività sportiva regolare previene e contrasta questo tipo di malattia con un aumento dell’insulino-sensibilità periferica e un miglioramento dell’assorbimento del glucosio. Non c’è farmaco migliore del movimento.

L’Università del Texas, durante una meta-analisi che ha coinvolto oltre 700mila casi e oltre 25mila eventi cardiovascolari, ha concluso che chi sta seduto oltre 10 ore al giorno ha l’8% in più di rischio cardiovascolare rispetto a chi non oltrepassa le tre ore. Mentre chi non si alza dalla sedia per mezza giornata ha una probabilità più alta del 14%.

Con l’inattività, il sistema cardiocircolatorio subisce una degenerazione più rapida, che porta inevitabilmente a problemi cardiaci in età precoce. Oggigiorno, non sono più così rari infarti del miocardio o trombosi venose nei quarantenni.

Rimanere seduti per tante ore impedisce al corpo di scaricare il peso sulle gambe. Questo peso viene invece scaricato sulla colonna vertebrale, che è la ragione per cui spesso, chi fa vita sedentaria, soffre di mal di schiena in tutti i vari distretti (cervicale, dorsale, lombare).

Inoltre, la sedentarietà riduce la capacità respiratoria polmonare se associata all’obesità, per diminuzione del volume della cassa toracica: il diaframma si alza, il fegato si ingrossa. Questo comprime la parte inferiore del polmone e lo può rendere soggetto a broncopolmoniti e una riduzione dell’ossigenazione periferica.

Questo significa che anche l’ossigeno che arriva al cervello è minore, aspetto che influisce negativamente sulla concentrazione e sui livelli di energia, e in età avanzata può portare anche a demenza.

Infine, lo scarso movimento porta a limitazioni funzionali delle articolazioni e soprattutto all’osteoporosi.

La soluzione

Per scongiurare questi rischi occorre cambiare stile di vita.

Non è facile e non abbiamo intenzione di sostenerlo, perché questo cambiamento riguarda le abitudini di una persona a 360 gradi.

Non vi diremo che “camminare 30 minuti al giorno” e “mangiare le verdure” potrà risolvere tutto.

La vera soluzione sarebbe quella di avere una vita “dinamica” oppure trovare il tempo di seguire un programma metodico, serio e adattato in palestra, per 180 minuti a settimana. 30 minuti al giorno di camminata rimangono meglio di niente, ma sono poco più di niente.

Come avrete capito, sedentarietà e sovrappeso sono due dei principali fattori di rischio per un grande numero di patologie. Speriamo che questo articolo vi abbia aiutato a fare chiarezza e vi consigliamo di iniziare il prima possibile un percorso di cambiamento che vi porti a raggiungere il benessere psicofisico che vi meritate, per voi stessi e per gli altri.

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