Magro è bello, ma non sempre sano: occhio alla sindrome metabolica


19 Ottobre 2017

Spesso si pensa che essere magri significhi essere immuni dai problemi tipicamente associati agli obesi. Forse non è proprio così…

Un recente studio su Cell Metabolism mostra come anche le persone magre possono rischiare e soffrire di quella sindrome metabolica che è considerata il problema a monte dei problemi di cuore, diabete, ictus e alcuni tumori.

L’indice di massa corporea, secondo l’ospedale universitario di Tubinga e dal centro Helmholtz di Monaco, è un indicatore fondamentale per il riconoscimento dei soggetti che sono esposti a maggiori rischi di natura cardiovascolare. Tra i magri infatti, i meno protetti sono coloro che hanno maggiore cellule adipose viscerali rispetto al numero agli arti inferiori.

Sarebbero addirittura il 20% di coloro che hanno una massa corporea tra 18,5 e 25, quindi considerati magri, ad essere a rischio.

I ricercatori spiegano infatti che non solo è importante quanto grasso abbiamo ma anche dove la nostra genetica ha deciso di immagazzinarlo.

“Vuol dire che persone con uno stesso indice di massa corporea possono avere livelli di rischio di malattia molto diversi. Chi ha un eccesso di grasso nelle gambe rispetto all’addome, per esempio, sembra essere più protetto rispetto a chi è nella situazione opposta” precisa Luca Lotta, epidemiologo di Milano che lavora a Cambridge. Questo perché sembra che le cellule adipose viscerali abbiano un’attività di infiammazione maggiore rispetto alle altre.

Vi sono altri fattori che regolano la salute e lo stato del nostro cuore e che bisogna sempre tenere monitorati. Resistenza all’insulina, colesterolo, trigliceridi e pressione sanguigna sono importanti tanto quanto l’indice di massa corporea per questo si consigliano dei check up regolari.

L’unica metodologia, per le persone sovrappeso e non, è quella di svolgere esercizio fisico al fine di prevenire diverse patologie legate alla dieta e all’inattività che sono i nostri peggiori nemici.

Richiedi informazioni